Chi siamo
Un Patto per la Vita è un'organizzazione laica ed indipendente. La missione della Fondazione è "aiutare e sostenere i bambini poveri, ammalati, senza istruzioni o che hanno subìto violenze fisiche o morali, per dar loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona".
La "vision" a lungo termine di "aiutare i bambini" è quella di un mondo dove:
i bambini poveri ed affamati abbiano il necessario per vivere e quelli ammalati ricevano adeguate cure mediche;
i bambini privi di istruzione scolastica abbiano la possibilità di andare a scuola;
i bambini che hanno subìto violenza vengano aiutati a superare il male che è stato fatto loro;
i bambini che non hanno più una famiglia possano essere accolti in una nuova famiglia o in una comunità.
A tale scopo Un Patto per la Vita promuove e sostiene progetti ed iniziative in tutto il mondo per dare accoglienza, assistenza sanitaria, istruzione scolastica e formazione al lavoro a bambini e ad adolescenti (fino ai 18 anni di età) senza alcuna discriminazione di cultura, etnìa, religione.Un Patto per la Vita opera nel rispetto dei diritti dei bambini, come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo. Opera con la convinzione che l'aiuto dato ai bambini bisognosi non dia sollievo soltanto a chi soffre ma contribuisca anche al benessere dell'intera comunità, locale e globale.
I valori
Nel perseguire la propria missione, Un Patto per la Vita si ispira ai seguenti valori:
Libertà
Giustizia
Verità
Rispetto degli altri
Solidarietà
L'applicazione di questi valori genera un Codice di Comportamento che Un Patto per la Vita propone ai propri collaboratori, ai volontari e a tutti i portatori di interesse (stakeholder) con cui entra in contatto.
Il Codice di Comportamento
1) Riconoscere o rispettare i diritti e le aspirazioni dei bambini senza alcuna discriminazione di sesso, razza, fede religiosa o cultura.
2) Assicurare ai bambini il diritto alla vita, alla salute ed all'educazione. Contrastare ogni forma di violenza, maltrattamento o sfruttamento.
3) Scegliere i progetti di aiuto ai bambini con totale libertà ed indipendenza di giudizio. Favorire i progetti in cui è più grande la povertà ed il bisogno dei bambini.
4) Operare nei progetti con un approccio concreto e pragmatico, valutando l'adeguatezza e l'efficacia degli sforzi rispetto all'obiettivo da raggiungere. Valutare la soddisfazione dei bambini beneficiari al termine del progetto.
5) Sollecitare le donazioni dai privati (Persone, Società, Organizzazioni) dando massima trasparenza sui fondi raccolti. Assicurare al donatore la massima riservatezza ed il rispetto della privacy.
6) Assicurare ai bambini la massima parte dei fondi raccolti, mantenendo i costi di gestione della struttura organizzativa entro livelli minimi.
7) Mettere i Collaboratori ed i Volontari in condizione di sviluppare appieno le loro potenzialità umane e professionali. Valorizzare il lavoro dei Collaboratori e dei Volontari anche attraverso interventi di formazione.
8) Valutare i Collaboratori sulla base di criteri di responsabilità e di merito sul lavoro.
I Progetti
I progetti dell'associazione appartengono a cinque categorie fondamentali:
a) Accoglienza: viene data risposta a bisogni primari nella vita dei bambini, quali la sicurezza alimentare, l'accesso all'acqua ed alla casa.
b) Adozioni a distanza: hanno una durata pluriennale e sono finalizzate alla copertura dei costi per l'accoglienza, l'alimentazione, l'assistenza sanitaria, l'educazione di un/una bambino/a, direttamente sostenuti da un donatore che se ne fa carico con versamenti periodici e programmati.
c) Assistenza sanitaria: prevede un intervento medico o di prevenzione sanitaria a favore dei bambini (programmi di educazione sanitaria, fornitura di medicinali o attrezzature sanitarie, costruzione o ristrutturazione di reparti maternità e pediatria).
d) Emergenza: risponde alle drammatiche situazioni provocate da epidemie, guerre, carestie, siccità..che spesso colpiscono le popolazioni più indifese e bisognose d'aiuto.
e) Istruzione e formazione al lavoro: sono tesi a favorire l'educazione di base deibambini o la formazione al lavoro degli adolescenti (costruzione di scuole, fornitura di arredi e di materiale didattico per le scuole, sostegno degli stipendi degli insegnanti, sostegno di programmi educativi e di supporto psico-sociale).
Progetti in concreto
1)
Scopo: contrastare l'isolamento sociale, offrire ai minori spazi di aggregazione ed apprendimento, facilitare il successo scolastico.
IL CONTESTO
Verrà adottato un quartiere dove si concentrano i caseggiati popolari, contrassegnato da un degrado urbanistico ed edilizio, microcriminalità, devianza minorile. La presenza di situazioni border-line è molto alta, anche conclamate nell'area psichiatrica; numerose le famiglie straniere, anche monoparentali. La situazione dei bambini è particolarmente critica, con un difficile approccio al mondo scuola italiano, difficoltà di lingua e di relazione. I bambini ed i ragazzi di questo quartiere frequentano regolarmente la scuola pubblica solo fino ai 14 anni di età, con risultati formativi inferiori ai loro coetanei (da alcune indagini si evince che il 20% abbandona la scuola), le percentuali di bocciature sono pesanti nel primo anno delle superiori.Tutte le famiglie hanno difficoltà a sostenere le spese scolastiche, soprattutto della scuola secondaria, hanno situazioni abitative difficili per esiguità di spazi (bilocali di 38/48 mq) e servizi igienici spesso inadeguati. Il degrado in questo tipo di quartiere è particolarmente accentuato: mancano spazi verdi, così come i luoghi di aggregazione degli spazi protetti per i bambini ed i ragazzi.
IL PROGETTO
L'associazione Un Patto per la Vita, nata su iniziativa di un piccolo gruppo di laici già attivi sul territorio, opererà in questo quartiere ed avvierà in particolare un doposcuola per adolescenti da 11 a 14 anni e corsi di lingua italiana per ragazzi stranieri nella stessa fascia di età (verranno contattate le autorità della circoscrizione).L'obiettivo dell'associazione è quello di contrastare e ridurre il rischio di isolamento sociale, di offrire ai minori del quartiere spazi si socializzazione, apprendimento e sviluppo di competenze, facilitare il successo scolastico, offrire ai genitori la possibilità di relazione e confronto sulle problematiche della genitorialità, offrire ai genitori spazi protetti per i loro figli.L'associazione vorrebbe integrare le iniziative proposte alla popolazione del quartiere dando avvio a nuovi servizi come un laboratorio teatrale, spazio post-scolastico per i bambini dai 6 agli 11 anni, asilo nido.Figure ricercate sono quella dell'educatrice/educatore o comunque una o più ragazze/i con cultura generale media, diploma di scuola superiore/laurea. Ragazze e ragazzi predisposti ad attività ludico-teatrali per coinvolgere i bambini di età inferiore ai 12 anni in tali attività, dando loro nuove motivazioni.
Aiutaci anche tu a ridare speranza a questi bambini!
2)
Scopo: offrire ai bambini, le cui famiglie sono in condizioni economiche di disagio, un luogo di accoglienza quotidiana ricreativo ed educativo.
IL CONTESTO
Centro di pronta accoglienza per donne in difficoltà (rifugiate politiche, donne che hanno subìto violenza, con dipendenze, extracomunitarie), mamme con bambini, ragazze madri e minori in affido.
IL PROGETTO
Si vorrebbe avviare un servizio di asilo nido all'interno della propria comunità, rivolto ai bambini, figli delle donne ospiti della casa.Il servizio sarà attivo dalle ore 15 alle ore 19 per permettere alle mamme di non avere difficoltà con gli orari di lavoro; sarà gratuito, alla famiglia sarà richiesto solo di portare tutti i giorni il cambio dei pannolini. Dal punto di vista organizzativo si procederà con l'avvio delle attività, coinvolgendo in modo graduale le mamme. Una volta alla settimana l'équipe formata dalle educatrici, la responsabile ed i volontari, con la supervisione di uno psicologo, si incontreranno per costruire e valutare insieme i tempi e le modalità di lavoro che riguarderanno le attività ludico-ricreative che poi saranno affidate alla professionalità delle educatrici. Le mamme potranno settimanalmente incontrare e consultarsi con la pediatra e la pedagogista. All'interno della nostra struttura si potranno svolgere attività diverse a seconda dell'età dei bambini. Il luogo potrà diventare per i bambini una vera area di apprendimento, anche se dovrà essere comunque ben progettato, in modo da poterlo sfruttare sia nel periodo invernale che nelle stagioni calde.
3)
Scopo: prevenire l'abbandono scolastico, l'emarginazione e la devianza giovanile presso quartieri periferici di Napoli.
IL CONTESTO
Un gran numero di assegnatari di case sono immigrati poveri, spesso disorientati, in una realtà estranea alla loro cultura ed alle loro abitudini. Molti ragazzi vivono in un quartiere spesso con situazioni familiari molto pesanti, esposti a sbandamenti che possono condurre a comportamenti asociali e violenti.
IL PROGETTO
Il doposcuola vuole essere un punto di riferimento e di aggregazione importante, con l'obiettivo di prevenire l'abbandono scolastico, l'emarginazione e la devianza giovanile, favorendo allo stesso tempo l'integrazione dei bambini e dei ragazzi della società civile.Bisogna entrare in contatto con le scuole elementari che daranno i nominativi dei bambini in difficoltà, per poi parlare con i genitori di questa possibilità di reintegro dei loro figli.Bisogna migliorare il lavoro di rete con i volontari, aumentare il numero dei volontari coinvolti e migliorare il servizio offerto, con maggiore attenzione ai bisogni del singolo.Bisogna garantire una frequenza costante al doposcuola, anche rispetto a tutto il percorso scolastico, dalle elementari alle medie superiori.Bisogna coinvolgere in maniera diretta i ragazzi beneficiari del progetto nelle attività del doposcuola, maggiore attenzione e coinvolgimento delle famiglie e della scuola.
Gli obiettivi del doposcuola, per questo nuovo anno scolastico, sono legati principalmente ad un ulteriore miglioramento degli spazi a disposizione. Si sente il bisogno di creare spazi più protetti, più silenziosi, che favoriscano la concentrazione dei ragazzi. Sarebbe utile avere uno spazio per le riunioni coi volontari e non solo, per accogliere le famiglie o i casi più difficili che vanno affrontati singolarmente ed individualmente.
Un altro obiettivo importante per il nuovo anno scolastico è quello di migliorare i percorsi individuali per quei ragazzi e quei bambini che hanno siutazioni più difficili e complicate. La partecipazione al doposcuola non risulta essere per questi casi sufficiente ma richiede tempi ed energie maggiori.
IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI VOLONTARI
Tutte le parole sono composte dalla parola "azione", per sottolineare con forza la concretezza del nostro agire:
1. MOTIV-AZIONE: il volontario è motivato, aderisce alla missione dell'associazione Un Patto per la Vita, ne condivide i valori e li trasmette con passione ed entusiasmo.
2. DON-AZIONE: il volontario ha uno stile di gratuità. Dona il proprio tempo gratuitamente e mette a disposizione le proprie competenze professionali e i propri talenti.
3. REPUT-AZIONE: il volontario rappresenta moralmente l'associazione Un Patto per la Vita, pertanto è responsabile ed onesto.
4. FORM-AZIONE: il volontario s'impegna a partecipare ai momenti di formazione organizzati dall'associazione e si informa sui temi della povertà e dell'aiuto all'infanzia.
5. PARTECIP-AZIONE: il volontario è parte integrante di Un Patto per la Vita, pertanto partecipa alla vita dell'associazione in modo attivo e propositivo.
6. CONCRETIZZ-AZIONE: il volontario ha un approccio concreto, si misura con obiettivi e risultati.
7. MOBILIT-AZIONE: il volontario si mobilita e si attiva sul proprio territorio, coinvolgendo amici, parenti e conoscenti in attività di volontariato e sostegno.
8. COLLABOR-AZIONE: il volontario agisce rispettando gli altri, con spirito di gruppo e di aiuto reciproco.
9. CONTINU-AZIONE: il volontario s'impegna con continuità.
10. CONVERS-AZIONE: il volontario dialoga con le persone che incontra, ascolta e si confronta con esse.
11. INNOV-AZIONE: il volontario opera con creatività, cerca nuove soluzioni ai problemi.
12. TRASFORM-AZIONE: il volontario è pronto a mettersi in gioco, a cambiare se stesso nel proprio agire quotidiano.
13. SENSIBILIZZ-AZIONE: il volontario sensibilizza chi incontra sui temi del rispetto dei diritti del bambino, sui problemi della povertà e sull'efficacia della solidarietà internazionale.
14. COMUNIC-AZIONE: il volontario testimonia il proprio impegno raccontando agli altri la propria esperienza e le proprie emozioni.
15. VALUT-AZIONE: il volontario è un testimone diretto dell'attività di Un Patto per la Vita, in Italia e all'estero, pertanto può valutarne l'efficacia.
Essere volontari: fare qualcosa di concreto per i bambini nel mondo.
Fare il volontario nell'associazione Un Patto per la Vita significa donare una parte del proprio tempo e delle proprie energie, per impiegarle in attività di solidarietà a favore di bambini e ragazzi poveri, ammalati, senza istruzione scolastica o che hanno subìto violenze.
VOLONTARIATO IN SEDE
Che cosa significa?
Il volontario in sede può svolgere alcune attività manuali, come il confezionamento di buste e pacchi o le spedizioni postali. Per dare questo importante contributo non è necessario alcun requisito particolare, ma solo motivazione alla solidarietà. Per altre attività d'ufficio come l'inserimento dati e la traduzione di lettere è necessario invece che il volontario disponga di una conoscenza del personal computer oppure di una buona conoscenza della lingua inglese, francese o spagnola.E' importante però che l'attivita del volontario sia costante e continua nel tempo, per garantire risultati più concreti.
I bambini contano. Anche su di te. Diventa anche tu volontario di Un Patto per la Vita.
Un modo semplice e divertente per aiutarci in Campania è tramite l'organizzazione di eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi sul tuo territorio a sostegno dei progetti di Un Patto per la Vita. Concerti, tornei sportivi o ludici, feste di compleanno, banchetti alla festa del paese ecc. Sono tutte occasioni per far conoscere Un Patto per la Vita ed i suoi progetti.Partecipare in prima persona alla realizzazione di un'iniziativa è un'esperienza impegnativa, ma decisamente ricca di incontri, relazioni, opportunità di mettersi alla prova: noi ti forniremo tutto il materiale di cui hai bisogno e ti supporteremo durante le varie fasi dell'evento.I bambini devono avere noi come punto di riferimento, anche in situazioni critiche e difficili. Bisognerà mettersi in contatto con istituzioni ospedaliere pediatriche ed organizzare giornate in cui i piccoli ospiti dei vari ospedali o cliniche possano ricevere la vita dei nostri volontari, che porteranno loro doni e momenti di ricreazione. In ogni bambino ci può essere uno stato di malessere o di abuso, imparare ad ascoltare i bambini significa capire o carpire abusi su loro perpetrati, che poi verranno analizzati in altra sede, informando le apposite istituzioni. Per aiutare i bambini bisogna passare più tempo con loro e meno con la burocrazia.